domenica 27 febbraio 2011

L'immenso pieno del silenzio,
che stramazza sui nostri corpi,
qui riuniti.
E sono Pranzi come celebrazioni vuote,
sola ripetizione del gesto sacro
dell'alzare e abbassare la forchetta.
Il sacerdote televisivo parla di
formaggio di pecore.
Intanto
dipingo unghie rosa per tornare
bambina, e tu,
mi disegni le storie in cui mi rifugio
per ascoltare i respiri degli altri.

lunedì 24 gennaio 2011

Lento scrivere,
la mina cade sulla pagina,
s'appresta, s'adagia e infila lettere
come perle in una collana.
Tattile sensazione
nel generare i pensieri,
nati come scosse di un interno terremoto,
mentre osservavi -testa all'insù-
il quotidiano intorno.

lunedì 10 gennaio 2011

Sei evanescente come il vento che scorre
tra le mie dita, se apro il palmo della mano.
Solo lievemente scottate dal freddo respiro,
in cui sono immersa, piedi saldi a terra.
Vorrei sentirti addosso, maglione caldo
a dare il giusto senso all'intorno, ma
non so dove tu stia correndo,
senza di me.

Rumori sordi costeggiano la mia mente
che s'allunga sui binari di una stazione;
cerco un treno e vedo le campagne.

Si rotolano le dita stanche,
su questo pianoforte freddo
e distendono viaggi senza partenze.

Vedo gli occhi scuri d'imperscrutabili pensieri,
e l'impegno del crearli in note
e la voglia di costruire una strada lontana
e la sconfinata emozione che rinnovano,
mi rende bocca di leone nel vento.


lunedì 22 novembre 2010

Ti sento fuori dalla pelle,
troppo infreddolita dal correre
ti rannicchi nella mente,
togli il calore dalle mani.

Mi accorgo di fare
respiri profondi,
te ne culli e scivoli
lungo la colonna vertebrale.

Sottili linee sulla carta
cercando la magia che pizzica gli occhi,
allenti la mia tensione nelle labbra
e ti fai passo lento.

Sento il calore negli occhi.


sabato 6 novembre 2010

Mi parlano di.

Mi parlano di un'atmosfera,
che è il non detto,
ma il dipanato dalla nebbia,
grazie a un gioco di mani- danza- creatrici.
Un ritmo conosciuto perché portatore di quiete,
come l'abbraccio di una madre.

Nubi basse

Lance arancio bucano un telo grigio.
Niente è lineare nelle nubi,
nessun senso ragionato
nello sviluppo della visione.
Rocce alberi respiri.
E tu ti muovi a curve larghe
raccogliendo margherite.