lunedì 10 gennaio 2011

Sei evanescente come il vento che scorre
tra le mie dita, se apro il palmo della mano.
Solo lievemente scottate dal freddo respiro,
in cui sono immersa, piedi saldi a terra.
Vorrei sentirti addosso, maglione caldo
a dare il giusto senso all'intorno, ma
non so dove tu stia correndo,
senza di me.

Rumori sordi costeggiano la mia mente
che s'allunga sui binari di una stazione;
cerco un treno e vedo le campagne.

Si rotolano le dita stanche,
su questo pianoforte freddo
e distendono viaggi senza partenze.

Vedo gli occhi scuri d'imperscrutabili pensieri,
e l'impegno del crearli in note
e la voglia di costruire una strada lontana
e la sconfinata emozione che rinnovano,
mi rende bocca di leone nel vento.


lunedì 22 novembre 2010

Ti sento fuori dalla pelle,
troppo infreddolita dal correre
ti rannicchi nella mente,
togli il calore dalle mani.

Mi accorgo di fare
respiri profondi,
te ne culli e scivoli
lungo la colonna vertebrale.

Sottili linee sulla carta
cercando la magia che pizzica gli occhi,
allenti la mia tensione nelle labbra
e ti fai passo lento.

Sento il calore negli occhi.


sabato 6 novembre 2010

Mi parlano di.

Mi parlano di un'atmosfera,
che è il non detto,
ma il dipanato dalla nebbia,
grazie a un gioco di mani- danza- creatrici.
Un ritmo conosciuto perché portatore di quiete,
come l'abbraccio di una madre.

Nubi basse

Lance arancio bucano un telo grigio.
Niente è lineare nelle nubi,
nessun senso ragionato
nello sviluppo della visione.
Rocce alberi respiri.
E tu ti muovi a curve larghe
raccogliendo margherite.

fogli spersi

Nella foresta
-segui i tuoi passi-
ci sono presenze
non ci sono coperte
ad attutire i suoni
e le foglie parlano
di vecchi uomini barbuti,
di danze folli,
al cadere della pioggia.

Le storie si cancellano e
ricominciano da capo,
segni sulla mota
tra avviluppi di rami.

martedì 12 ottobre 2010

Uno scatto della serratura,
un sordo rumore,
il fastido.
Non scivola dentro, emerge.
Subitaneo e inatteso,
tarlo affamato di linfa calda.
Il sentire è guastato,
il tocco si fa netto e irrazionale.
La porta è spalancata
al vento e alla tempesta.