Italo Calvino, " Le città invisibili"
sabato 6 febbraio 2010
una felice che nemmeno sa di esistere
"Anche a Raissa, città triste, corre un filo invisibile che allaccia un essere vivente a un altro per un attimo e si disfa, poi torna a tendersi tra punti in movimento disegnando nuove rapide figure cosicchè a ogni secondo la città infelice contiene una città felice che nemmeno sa di esistere"
venerdì 5 febbraio 2010
giovedì 4 febbraio 2010
Le chitarre correvano intorno al fuoco,
seduti su larghi sassi ci si poneva domande
sui colori delle montagne dietro le nubi.
Le linci si muovevano dietro ai cespugli,
potevamo toccare i loro occhi caldi.
Di cosa sa un orizzonte?
E' caldo, dicono i più,
ha la consistenza sfuggevole dell'acqua,
che scorre, ma che sa penetrare sottopelle.
seduti su larghi sassi ci si poneva domande
sui colori delle montagne dietro le nubi.
Le linci si muovevano dietro ai cespugli,
potevamo toccare i loro occhi caldi.
Di cosa sa un orizzonte?
E' caldo, dicono i più,
ha la consistenza sfuggevole dell'acqua,
che scorre, ma che sa penetrare sottopelle.
mercoledì 3 febbraio 2010
Cieli lontani di mondi sconosciuti,
regalati dalle veloci parole che scivolano dalle sue labbra.
Disegni di strade immaginate,
immagini di volti disegnati,
su un taccuino si rincorrono a filo d'inchiostro.
Domando delle nuvole dei paesi loro
e attendo di essere ambasciatrice e di cavalcare verso la città.
martedì 2 febbraio 2010
riflessioni sul necessario
Senti sottopelle.
L'imprescindibile bellezza non esiste
se non negli occhi della condivisione,
l'imprescindibile dire: 'bisogna' non esiste
se non nella necessità del singolo.
Niente è imprescindibile nemmeno la mia anima
che è albero e si dirama nel cielo e nella terra
alla ricerca della linfa più strana, nuova, viva.
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